Il mio iPod parla di me.
le mie canzoni, quelle che sento più mie, insomma. sempre con me. leggendo gli artisti che apprezzo, si capisce così tanto di me. guardando i generi che ascolto, si capisce qualcosa che si capirebbe solo conoscendomi. forse non lo si capisce. diciamo che lo si intuisce.
potrebbe essere il mio biglietto da visita il mio ipod. un biglietto da visita abbastanza freddo, in effetti. invece di presentarci potremmo scambiarci gli ipod. agghiacciante. eppure vero. e non certo meno freddo di scambiarsi i biglietti da visita.
hard rock. tanto hard rock. i doors. blue oyster cult, led zeppelin e deep purple. e tanto folk. i pogues. tutto dei pogues, in effetti. e i modena city ramblers... i dubliners. i mercanti di liquore. e ovviamente guccini e de andrè. e poi un sacco di artisti e canzoni "sparsi"... è così, un po' del meglio.
ma anche tanta elettronica. gli orbital, con il mitico Halcyon & On & On. colonna di un film tanto banale come hackers... ma io gli sono affezionato. in fondo... un po' parla di tutti noi. certo... non in modo fedele, ma chi parla di qualcun altro in modo fedele?
certo... non solo fedele... magari basterebbe che parlasse di noi come vorremmo si parlasse di noi. ecco, questo un pochino quel film lo fa. un pochino. certo, sbaglia "noi", ma è davvero importante?
si... dicevo, gli orbital. i prodigy, chemical brothers. daft punk. fat boy slim. i geniali royksopp... ecco, davvero bravi.
insomma, un po' umanista, e un po' informatico. forse.